31 ottobre 2006

Aiuto

Per (s)ventura sono appena capitato su RaiTre all'ora di Ballarò, che come sottotitoli potrebbe avere "il cugino meno impresentabile di Porta a Porta" o "come far diventare banale anche un programma condotto da un giornalista decente". I galli nel pollaio sono come da copione quattro (due contro due), i nomi, vista la sostanza di quello che stanno propinando al telespettatore, superflui. Il punto è che oltre ai contributi per la stampa di partito, il mezzo più adatto per fare propaganda, si continua a concedere ai rappresentanti politici il meglio del prime time televisivo per diffondere via etere le parole d'ordine delle rispettive scuderie. Tutto legittimo, per carità. Ma due-tre economisti (visto che si parlava di Finanziaria) fuori dalle scuderie per farli discutere dei problemi in campo e offrire un servizio al pubblico, oltre che ai partiti, proprio no, eh? Per fortuna uno è libero di scegliere, a casa per stasera avevamo già noleggiato il cd per rivedere Million dollar hotel.

Chissà che esce

Non è niente appunta che i Pixies tornano in studio.
Non è niente, NME

Una questione speciale

Il rapporto sul clima cui l'Independent dà la prima pagina è di Nicholas Stern, un ex della Banca mondiale. Niente catastrofismi, però né in finanziarie nostrane né in summit mondiali la questione sembra essere affrontata con la serietà che meriterebbe, foss'anche solo per smentirla.
Independent

Piccoli crimini

I rinfrescatori d'aria a corrente e i cibi da cuocere dove "c'è più da buttare che da mangiare"; gli asciugatori per mobili da giardino e l'olio d'oliva che arriva in nave dalla Nuova Zelanda. Quindici piccoli crimini contro il pianeta che testimoniano quanto ogni giorno dissipiamo stupidamente.
Guardian

29 ottobre 2006

Pragmatismo

Sarei contrario per principio ai trattamenti sanitari obbligatori. Però col tempo ho imparato a moderare i toni, ad essere più pragmatico e meno ideologico, a verificare le idee sul campo, caso per caso. Così, di fronte all'intervista di Elisabetta Gardini che spiega di essersi sentita violentata nel vedere Luxuria nel bagno delle donne a Montecitorio, le mie convinzioni di un tempo hanno nuovamente vacillato.
Repubblica

27 ottobre 2006

Pipì

Quasi non aveva ancora messo piede in Parlamento, l'onorevole Barani (Dc-Nuovo Psi), che già aveva prodotto un'interrogazione al presidente della Camera di cui avevamo dato conto qui. Ora il turbamento urlato di Elisabetta Gardini. La questione di dove fa la pipì Luxuria è proprio dirimente per questi pasdaran delle libertà.
Repubblica.it

Standard

Prima fai la manovra al millimetro. Poi scendendo dall'auto ti contorci, pur non essendo neanche un po' sovrappeso, nel tentativo di far passare il tuo corpo nel pertugio consentito dall'apertura dello sportello a contrasto con la carrozzeria della macchina a fianco. Confido nell'imperizia di chi le disegna, perché se dovessero esistere delle misure standard per la distanza tra le strisce bianche dei parcheggi dei supermercati, chi le ha introdotte farebbe bene a cambiare mestiere.

26 ottobre 2006

Their generation

Dicono che il disco uscito dopo 24 anni da ciò che resta degli Who è bello.
Media-trek

E' una questione di qualità

"Una bella doccia calda, scelgo la camicia e un maglione con questo pantalone. Primo appuntamento a cena sto sudando per l'emozione devo essere puntuale... ". E' l'incipit del testo della canzone al primo posto in classifica. Devo essere proprio superato io, che vado ancora dietro a roba tipo "prenditi un mio battito e mischialo coi tuoi". E' una questione di qualità, diceva qualcuno. O forse è solo una formalità.
Kataweb

Stranezze

Io capisco: la globalizzazione, il mondo che cambia, la lingua che è cosa viva ed evolve in moto perpetuo, le contaminazioni e mille altre cose ancora. Ma perché chiedi "Qual è la tua dead line?", quando stai parlando in italiano e potresti domandare, risparmiando anche tre parole: "Che scadenza hai?".

25 ottobre 2006

Intellettuali ante litteram

Da queste parti si dedicano vie a fini intellettuali.
Qui di seguito incollo l'interrogazione parlamentare che ne è scaturita.
Per il resto sono senza parole.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
On. Deiana, On. Folena, On. Smeriglio – Al Ministro dell’interno – per sapere, premesso che:
La giunta comunale del Comune di Rieti ha deliberato di “…modificare la denominazione delle areee di circolazione del Terminillo, al fine di onorare degnamente la personalità che hanno contribuito allo sviluppo turistico della montagna di Roma…”;
in particolare, tra le modifiche decise, vi è quella di trasformare la denominazione di via dei Ginepri in “Via Alessandro Pavolini, intellettuale toscano”;
la delibera di giunta evita però di ricordare come Alessandro Pavolini, sia stato un fascista della prima ora, Ministro della Cultura Popolare (dal 31 ottobre del 1939), uno dei personaggi più influenti della RSI (dopo l’8 settembre 1943), segretario del Pfr (Partito fascista repubblicano), organizzatore e promotore del Manifesto di Verona, fondatore delle brigate nere e molto altro;
il Governo della Repubblica di Salò si è macchiato di terribili eccidi nei confronti della popolazione civile e dei partigiani che combattevano per la libertà, oltre a collaborare attivamente con l’occupante nazista;
la costituzione italiana ripudia ogni forma di violenza razzista e autoritaria e ogni violazione dei diritti dei popoli -;
quali informazioni abbia il Ministro e che giudizio dia della vicenda;
se ci siano e quali siano le disposizioni emanate dal Ministro ai Prefetti (e da questi agli uffici toponomastici dei comuni) relative alla toponomastica e i criteri ispiratori di essi;
se intende farsi promotore di un intervento presso il comune di Rieti al fine di chiarire gli aspetti di criticità della vicenda;
Roma 24/10/2006
On. Elettra Deiana
On. Pietro Folena

Se ne parla

"Da missione compiuta a mission impossible", "La realtà mina le previsioni". Si discute di Iraq sulla stampa inglese e statunitense.
Independent, New York Times

24 ottobre 2006

Il rinculo della repressione

Un docente britannico, Frank Furedi, sul Guardian, prendendo spunto dalla piega repressiva delle linee guida adottate dal governo inglese per combattere l'islamismo radicale, porta argomentazioni per sostenere l'idea secondo cui le teorie islamiste radicali andrebbero combattute nella reciproca libertà di parola e di dibattito. Al di là della tesi, nel pezzo ci sono degli spunti che aiutano a capire un po' delle paure dell'Occidente e di quanto queste paure potrebbero risultare alla lunga dannose. Per esempio, tra le altre cose vi si sostiene che nei campus universitari in mezzo ai simpatizzanti di sinistra disillusi e ai disimpegnati, tra i più attivi nel guardare il mondo e nel farsene un'idea, per poi proporla, ci sono proprio gli attivisti dell'Islam radicale. Ancora, vi si legge che se a prevalere è la linea repressiva, il segnale che si dà è che si ha il timore che certi messaggi dell'Islam radicale possano risultare ai giovani universitari più appetibili di quelli della democrazia laica e secolare. Mi sembra che in fondo in fondo, il motivo dominante del pezzo sia l'invito a ritrovare un senso che l'Occidente, disilluso da un lato e attanagliato da fobie dall'altro, rischia di smarrire. Una perdita che, hai voglia a reprimere, porta a una sconfitta ineluttabile.
Guardian

Forse

Ci sono cose da prendere con le molle, tipo i sondaggi. Questo dice che i democratici sono in vantaggio sui repubblicani per le elezioni di metà mandato. La questione su cui i repubblicani inciamperebbero è la guerra in Iraq.
Washington Post

Bocca tua santa

"Il dibattito sul velo non è una cosa nuova in Europa, se ne è discusso in Francia per decenni e, oserei dire, a livelli un pochino più alti. Dunque i casi sono due: o la cosa è irrilevante e allora la Santanché va benissimo, oppure si tratta di un ampio dibattito culturale. In questo caso meritiamo tutti qualcosa di meno superficiale o, se volete, di meno isterico". Alessandro Robecchi sul manifesto di oggi.
il manifesto

23 ottobre 2006

Riformismo blatcherista

"New Labour's love of money is the root of all our troubles".
Un articolo di Oliver James sul Guardian che stronca il "blatcherismo" criticandolo per la bramosia di denaro che il modello predicato dal nuovo Labour avrebbe introdotto in Gran Bretagna. La tesi è che la bramosia di guadagni e il mancato raggiungimento di certi standard determinerebbe depressioni e malattie mentali di cui, si documenta, gli inglesi soffrono in misura doppia rispetto al resto degli europei, "meno influenzati dal modello americano". "Se Brown vuole avere una chance di vincere le prossime elezioni - dice James - dovrebbe proporre un manifesto che metta al bando il capitalismodell'uomochesifadasé e basarsi su un modello danese". Al di là del fatto che per quanto mi riguarda è eccessivamente semplificante l'idea che tutti i mali derivino da un'unica radice, il pezzo offre spunti interessanti e forse i "riformisti" di casa Italia potrebbero prendere nota del fatto che c'è qualcuno che critica Blair in casa sua perché dietro "il gran parlare di opportunità, scelte e libertà c'è un modello americanizzato e materialistico".
Guardian

Coincidenze

Ieri ho comprato dalle mani di Guido Antonelli Costaggini, l'autore, un libro, Non un passo indietro, la cui dedica suona così: "Non è vero che i morti sono tutti uguali. Quello che hai fatto durante la tua vita e da che parte stavi quando sei morto mi fanno sapere che tipo di morto sei. A mio zio Mario, uomo libero". Oggi in prima pagina sul Messaggero leggo: "La giunta comunale di Rieti ha deciso di dedicare una via ad Alessandro Pavolini, il geraraca fascista diventato ministro della Cultura popolare dal 1939 al 1943 che seguì Mussolini fino alla fine venendo fucilato dai partigiani a Dongo".

20 ottobre 2006

Come un derby

"Attenzione al risveglio dell'Islam". Ruini al convegno di Verona.
Corriere.it

19 ottobre 2006

Benedetto pontefice

Dice Repubblica che "la messa di Benedetto XVI a Verona è stata occasione per una sfilata di politici. Il Papa ha celebrato la funzione di fronte a 40mila cattolici provenienti da tutta Italia. Tra questi appunto il premier Prodi, il presidente del Senato Franco Marini, Berlusconi , Fini e Casini". Lui però, il papa, si era lamentato poco prima davanti ai suoi della nuova ondata di laicismo.
Repubblica.it

Non è solo questione di velo

Un articolo del New York Times sulle scorie del maschilismo in un paese costruito sulla virilità come Israele.
New York Times

Professionisti antiproibizionisti

Mi pare che ci sia un non detto grande come una casa in questa protesta dei "professionisti" contro la finanziaria del governo. Anzi, mi pare tanto che il mirino sia puntato altrove, anche se sembra fisso sulla finanziaria. Perché, sì, ci saranno questioni bizantine che possono stare dentro questo o quel cavillo, certo, ma non tali da motivare una manifestazione di giacche e cravatte che in piazza, al massimo, vanno a prendere l'aperitivo. C'è la riforma delle aliquote irpef, ma riguarda tutti, invece a protestare sono solo i "professionisti". Non c'è spazio per progetti, investimenti, ricerca e innovazione, ma questa è l'ultima delle preoccupazioni dei "professionisti" che protestano.
C'è qualcosa che non quadra, insomma. E' che "professionisti" è termine improprio. Un impiegato alle Poste non è un professionista? E un operaio in fabbrica? Un magazziniere? Un maestro? Un'addetto alle pulizie? Un cameriere? Un ricercatore universitario? Un addetto al marketing assunto con contratto a tempo determinato o a progetto? Non sono professionisti? Eppure non protestano. Dei professionisti - qui sta il punto - protesta solo quella parte che ha una quota di reddito che può rimanere invisibile al fisco la quale, si badi, non è assolutamente messa a repentaglio dalla finanziaria o dalle nuove aliquote irpef ma dalle intenzioni espresse quasi quotidianamente dalla maggioranza di stanare l'evasione fiscale. E' contro questa intenzione che i "professionisti" alzano le barricate. E' per mantenere un privilegio che consenta loro di rimanere tecnicamente dei fuorilegge. Forse sarebbe più corretto chiamarli antiproibizionisti dell'evasione fiscale. Ma si offenderebbero, ché antiproibizionismo sa di droga. E l'evasione fiscale? Cos'è l'evasione fiscale? Loro preferiscono dirsi liberali.
PS: su questa questione e dintorni c'è su Leonardo un post lucidamente cattivo.

18 ottobre 2006

Libere (?)

Grazie all'intervista alla Reuters in cui Prodi si dice sostanzialmente d'accordo con Jack Straw sull'inopportunità del velo, la questione è tornata alla ribalta. Se ne era già parlato anche da queste parti. Ci torno non per entrare nuovamente nel merito di una questione che al di là del velo - che in Italia è davvero cosa marginale - apre a tutta una serie di complessità, ma per sottolineare quanto sopra le donne si tenti di controllare, legiferare, normalizzare. Sarebbe tutto più semplice se il da farsi fosse semplicemente rimesso alle loro libere volontà.

Quando finisce, spegnete la luce

"...some change of body chemistry that happens when you actually make music and a few musicians actually play something together and it's like, 'Shit, that's really good' and you get lost in the moment and everything else is just unimportant". Nick Cave
Wittgenstein segnala un interessante pezzo sull'Observer: Nick Cave e altri discutono su cos'è la musica oggi tra iPod, nuovi consumi, case discografiche, pubblicità; di cosa ne è rimasto del suo potere di fare comunità, del rapporto con il resto della società e di tanto altro ancora. Discorsi in parte accennati anche da queste parti nei post e relativi commenti sulle generazioni musicali.
Wittgenstein, Observer

17 ottobre 2006

Ah, le tasse!

Mentre Bono chiede che l'Irlanda devolva più fondi per gli aiuti al terzo mondo, gli U2 trasferiscono il domicilio fiscale dall'Irlanda all'Olanda per pagare meno tasse, vista la stretta fiscale in vista nel loro paese. Segue dibattito.
International Herald Tribune

L'ultima nota

Un concerto di Patti Smith ha chiuso il CBGB, il locale "dove il punk inventò se stesso". Non è niente indica foto storiche e altro materiale.
New York Times, Non è niente

16 ottobre 2006

Succede anche questo

Sì, lo so, con questo siamo al terzo post sugli ultimi otto dedicato allo stesso argomento e mi riprometto di smettere. Però è tutto vero: "Siamo lieti di invitarla all'incontro sul tema Alimentazione e Cioccolato nelle Forze Armate che si terrà nell'ambito della XIII edizione della manifestazione Eurochocolate".

Kafka alle Poste

Pensavo di aver perso il tagliando di un pagamento di bolletta effettuato alle Poste. Sono tornato allo sportello per richiedere un duplicato o un qualcosa di simile che attestasse l'avvenuto pagamento. L'impiegata mi ha detto che avrei dovuto produrre una richiesta in cui fossero contenuti giorno, ufficio postale e sportello al quale era stato effettuato il versamento. Trascorso un periodo di "almeno due mesi" per fare le opportune verifiche, Poste italiane mi avrebbe risposto non, si badi, con un duplicato della ricevuta, ma con un'attestazione che avrebbe documentato che il giorno x all'ora y allo sportello z era stato effettuato un versamento al conto corrente del beneficiario, senza però che figurasse l'autore del versamento.
Internet? La globalizzazione? Il mondo interconnesso? Questi lavorano come cinquant'anni fa. Per fortuna ho ritrovato il bollettino che pensavo di aver smarrito.

15 ottobre 2006

Ho letto cose che voi umani...

Guarducci dixit: "L'Italia è una Repubblica fondente sul lavoro".
Corriere dell'Umbria, 15/10/2006, pagina 4
Nell'ex chiesa della Misericordia la nursery dove nasce la cazzuola
Nazione Umbria, 15/10/2006, titolo a pagina 3
Legenda: a Perugia è cominciata Eurochocolate. Guarducci ne è l'inventore. La cazzuola è il logo scelto per l'edizione 2006 della manifestazione.

14 ottobre 2006

Per esempio

A proposito di radio e tv. Radio3 sta trasmettendo "La pecora nera" di Ascanio Celestini. Sui canali tv "in chiaro", tra pacchi e amenità varie, la cosa più interessante è Fabio Fazio che intervista Maurizio Costanzo.

13 ottobre 2006

Una bella notizia

Hanno dato il nobel per la Pace a Muhammad Yunus. Forse il suo insegnamento ha una carta in più da giocarsi per diventare modello di sviluppo.

Rock is poetry

"The new poets of popular culture reside in rock'n'roll".
Guardian

12 ottobre 2006

Il materiale

Qui quello che hanno trovato tra il materiale di Anna Politkovskaja. Di qua (in fondo alla pagina) le foto tratte dal filmato rinvenuto pubblicate da Novaya Gazeta con il servizio uscito postumo.
Repubblica.it, Novaya Gazeta

Una civiltà allo sbando

Tutto vero: "Sono xxx, addetto stampa dell'azienda yyy che produce olio d'oliva. Presenteremo trattamenti di bellezza a base di olio e cioccolata nell'ambito di Eurochocolate. Ho appena inviato il comunicato stampa, volevo sapere se può interessare".

Le domande della vita

"E' più indecente un eletto dal popolo che si fuma lo spinello o chi non sa chi è Nelson Mandela?" Norma Rangeri sul manifesto di oggi prendendo spunto dal servizio mandato in onda dalle Iene in alternativa a quello sul test della droga ai parlamentari bloccato dal garante della privacy.
il manifesto

11 ottobre 2006

In manette

Hanno arrestato Tom Morello. E non per le solite cose da rockstar.
Radioluposolitario.it

A proposito di ambiente

Qui c'è un'idea, per esempio. Semplice semplice, al limite della banalità. Ma mai che venga in mente a qualcuno di quelli che contribuiamo a eleggere.

Privacy

Trovo imbarazzante il polverone scatenato dal servizio delle Iene e bloccato dal garante della privacy sui parlamentari che fanno uso di sostanze. Al di là dell'adozione di due pesi diversi per la stessa misura - per cui se ad essere controllati e sbattuti in tv, e/o in galera, sono dei ragazzotti il garante è assai meno solerte - non è bello sapere che con un semplice fazzoletto passato in fronte un estraneo può venire a conoscenza di ciò che tu ha consumato la sera prima, a meno che tu non stia seriamente mettendo a repentaglio la vita di altri, come nel caso in cui si sia al volante. Dice: ma gli italiani hanno diritto di sapere per chi votano. Perché, occorre la prova per capire che, tanto per citarne uno a caso, uno come Calderoli ricorre al doping per diventare come lo si vede in tv?

Scusate se insisto

David Edgar sul Guardian di oggi affronta la questione del velo in risposta a un articolo di Jack Straw (di cui qui grazie a Wittgenstein c'è la traduzione in italiano) che aveva posto "la questione". In sostanza, dice Edgar, occorre essere tolleranti anche con cose che per noi sono impraticabili, come il velo, appunto (non che Straw si sia dimostrato intollerante, peraltro). Ecco, questo rappresenta un approccio laico al problema della mescolanza di identità e culture. Insomma - anche con riferimento al post che precede questo - si può essere al tempo stesso per una scuola pubblica aconfessionale e aperta a tutti e per la difesa del diritto di vestirsi come meglio si crede, anche col velo. Si può tentare, e riuscire, di mantenersi lontani dai fondamentalismi e combatterli affermando la civiltà. Laicamente, appunto.
Guardian, Wittgenstein

Anno quinto

"Allora il problema vero qual è? Che siamo appena all'anno quinto dopo l'11 settembre, cioè all'anno zero della nostra decantata ragione". Luca Fazio sul manifesto di oggi
Concordo in pieno e mi permetto di aggiungere che il fatto che pii religiosi siano ferocemente contro una scuola religiosa (stiamo parlando di quella islamica di Milano, ma il caso ha valenza generale) e laici integerrimi che hanno fatto della scuola pubblica una bandiera scrivano in prima pagina per difenderla, la scuola religiosa (come è successo sul manifesto di oggi), è uno dei tanti sintomi dell'anno quinto. La battaglia del centrodestra contro la scuola islamica di Milano e contro qualsiasi cosa sospetta di fede islamica è deprecabile. Ma non si può non notare che in questo "scontro di civilità" settori della sinistra laica appaiono teneri con i musulmani come mai lo sono stati con i cattolici. E' l'anno quinto della desertificazione della ragione, appunto: le vulnerabilissime identità messe a soqquadro dai rivolgimenti si scontrano l'una contro l'altra come atomi incandescenti; le religioni diventano feticci ai quali ci si aggrappa per colmare vuoti e i laici non trovano di meglio che cedere al riflesso condizionato di prendere partito con gli avversari degli avversari di una vita.
il manifesto

09 ottobre 2006

Post skype

Camillo segnala MyBlueZebra.com. Come Skype, telefoni attraverso il computer e abbatti i costi, solo che invece del computer usi il telefono (cellulare o fisso). Ho fatto i conti al volo, e quindi sono passibili di errore, ma se non sbaglio il costo della tariffa Italia su Italia è di 2 centesimi al minuto.
Camillo, MyBlueZebra.com

Once more

Fans, non disperate. C'è sempre una seconda volta.
Non è niente, Independent

Inside Police

Stewart Copeland ha girato un film sui Police che sta uscendo ora. Kataweb gli ha fatto questa video-intervista qui.
Kataweb

I politici parlino di immondizia

Un articolo del Guardian che, come in quest'altro caso, dà ampio rilievo a cose da noi ritenute roba da rompiballe.
Guardian

La globalizzazione in casa

Stamattina allacciavo le scarpe di mia figlia e sotto la linguetta ho notato la scritta "made in China". Ho pensato nell'ordine: A) Azz' l'ennesima cosa che mi ritrovo in mano e che non sarebbe dovuta entrare in casa; B) A quanto il lodevolissimo movimento del commercio equo e solidale debba ancora camminare per affermarsi nella vendita di prodotti di largo consumo e di uso comune e a quali praterie per svilupparsi il movimento stesso abbia a disposizione, visto il deserto dei loghi in materia di eticità. C) Alle organizzazioni mondiali che regolano il commercio che non riescono a regolare la questione del lavoro minorile e della soglia minima di dignità del lavoro; D) Al fatto che però non si possono mettere barriere rigide, che il lavoro minorile va visto in una prospettiva storica e che anche in occidente fino a qualche decennio fa, e in alcuni casi ancora oggi, i piccoli danno una mano all'economia domestica e che occorre vedere se ci sono casi patenti di sfruttamento e semmai colpire quelli.
Poi ho incrociato gli occhi di mia figlia. E mi sono vergognato di quello che avevo pensato al punto D.
Altromercato, Commercio alternativo, Fair trade

Tu chiamale, se vuoi

A 48 ore dall'evento, dopo attenta e ponderata riflessione, mi pare di poter dire che il battesimo - o pre-battesimo - del Partito democratico ha suscitato una temperie di emozioni pari solo a quella che un concerto di Gatto Panceri può far provare.

08 ottobre 2006

07 ottobre 2006

Invasioni barbariche

Fantastico.
Macchianera

Botteghe oscure

Grazie a Cuore.

Il nuovo che (è) avanza(to)

"In un zig-zag corsaro, il divoratore di news, cinema, musica, tv ha bypassato il mercato tradizionale dei giornali e dell'entertainment, è sfuggito ai target e frantumato l'ascolto. Internet non è un nuovo medium, ma lo spazio e il simbolo di una aggregazione modulare che inanella e intreccia individui con individui, culture con culture, e scarta la grande platea manovrabile". Mariuccia Ciotta sul manifesto di oggi.
il manifesto

Com'è profondo il mare

"Se il momento storico non fosse tragico, si potrebbe dire che non tutti i mali vengono per nuocere. Bisogna infatti constatare, scrive Eleftherotypìa, che le più famose località turistiche della Grecia guardano con interesse agli effetti collaterali delle bombe israeliane in Libano".
Il resto qui.
Internazionale, Eleftherotypìa

Il disgusto che monta

Non è una bella impressione ma purtroppo non è neanche un’impressione peregrina.
La politica, quella nazionale ma anche internazionale comincia a interessarmi sempre meno.
Non so quando è iniziato il processo ma le conseguenze me le trovo qui davanti agli occhi: fino a qualche anno fa compravo il giornale ogni giorno, bevevo le news dei vari tg, mi ritenevo un politicante in pectore, almeno nei discorsi.
Oggi compro solo libri tascabili, bevo solo vino (e qualche volta Blob), e anche se sono consigliere comunale faccio discorsi da perfetto anarchico.
Il fatto è che ci vuole una grande volontà ad appassionarsi ai temi fondamentali della politica odierna:
- la guerra (soprattutto tra Islam e Occidente Cristiano): non basta condannarla tout court, la guerra è l’argomento che ha arrovellato i più grandi cervelli nello sforzo di giustificarla. Non serve che tutte le religioni, gli stati e le loro costituzioni abbiano scritto grosso COSI’ che è un errore. L’errore va reiterato. E la guerra, oltre che un vizio atavico dell’(in)umanità è sempre un buon affare, almeno per i soliti noti.
- Il sistema politico dell’alternanza maggioritaria italiana: una marmellata così indigesta non me l’aspettavo neanche dopo il C.A.F. Vedere Rutelli tubare con il Vaticano mi provoca conati di vomito, vedere Prodi dibattersi come un pesce nella rete dell’affaire Telekom mi ricorda che non ne sa niente di quello che gli gira intorno, scoprire che la Coop è il supermercato più costoso del circondario mi fa bestemmiare ma anche disertare, vedere Bertinotti placidamente assiso sulla terza poltrona dello stato mi convince della sua istituzionalizzazione e, last but not least, il Baffetto che guida la Farnesina come se fosse la sua cazzo di barca. Per tacer delle proposte medioevali Berlusconiane ( la prossima? La “decima”).
- La scuola, l’Università, la Ricerca: i miei genitori non mi perdoneranno mai di aver finito il mio corso di studi senza aver dato la tesi che certificherebbe la mia laurea. Io l’ho fatto di proposito, come rigurgito anarchico contro l’insipienza formativa dell’università italiana.
C’era poco da fare: avevo perso ogni interesse per la faccenda e non so se il mio è una sorta di record al contrario. D’altronde ho davanti agli occhi come funziona ai giorni nostri il sistema formativo italiano: nessun controllo di qualità sull’insegnamento, programmi centralizzati e imposti dall’alto, nessun aiuto a quegli insegnanti che vorrebbero migliorarsi e aggiornarsi.
- La televisione: ne abbiamo già parlato esprimendo la più ampia preferenza alla radio.
Ma non basta, almeno per la maggioranza silenziosa. Sarebbe necessario, come già in altri paesi più civili, creare un canale statale esclusivamente culturale (vedi il Giappone), poiché la penetrazione della carta stampata (con buona pace di Wizzo) è assolutamente trascurabile.

Si potrebbe continuare, ma preferisco fermarmi qua.

06 ottobre 2006

Radio

Wittgenstein si autoelogia per la radio e ne ha più di qualche ragione. Nei giorni in cui si aprono buchi dovuti allo sciopero dei giornalisti però, anche nella programmazione musicale di Radiorai si riesce ad ascoltare qualcosa di accettabile. Coraggio.
Wittgenstein

Che tocca fa' pe' campa'

Foto e didascalia dicono tutto e stanno qui.
Ps: piccolo risarcimento, mentre leggevo la notizia radio wittgenstein rullava una dietro l'altra "Purple haze" e "The Queen is dead".
El mundo.es, Wittgenstein

05 ottobre 2006

Fatiche

Questa fa il paio con quella di qualche giorno fa.
Akille, Non è niente

E' ancora ieri

In Afghanistan le truppe della Nato prendono il posto di quelle dell'Onu. Non è del tutto irrilevante che il colore del casco in testa ai soldati sia diverso dal blu.
Bbc

E' già domani

Cina e India incrementano l'import-export con l'Africa e apparecchiano il futuro. Europa e Italia - che l'Africa ce l'abbiamo in alcuni casi a portata d'occhio se il cielo è sereno e ci dotiamo di un buon binocolo - sfruttano e nei casi migliori assistono e cooperano grazie a suore, preti e uomini e donne di buona volontà. Muscoli troppo impegnati in altre zone per trovare energie per il cervello e farlo pensare a un rapporto un po' più sano e produttivo.
Bbc

La terra vista dalla luna

Oops... un articolo sul giornalismo italiano scritto da una danese.
Internazionale.it

War on terror

Dice che hanno ammazzato Abu Hamza al-Muahjir, il successore di Al Zarqawi.
Bbc

Le mani nel piatto

"The Soil Association confirmed yesterday there was intensive lobbying from supermarkets to drop standards".
Supermarket e industrie convenzionali all'attacco dei produttori di biologico per abbassare gli standard. Forse la cosa interessante non sta tanto nella citazione sopra ma in questa: "Supermarkets are putting pressure on organic food watchdogs to lower standards so they can fully exploit a billion-pound industry which is growing by 30% a year". Ma forse la notizia è un'altra ancora: il Guardian di oggi ci fa la prima pagina. In Italia, se va bene, una cosa del genere la trovi in una breve a fondo pagina, prima vengono Mastella, Di Pietro, Diliberto, Bossi, Fini....
Guardian

04 ottobre 2006

Qualcosa di buono

"Se dipendesse da me, sarei sempre verde, incompleto e sperimentale". G. Freye
Ne parlo colpevolmente solo adesso che è finito ma a quanto pare gli organizzatori di Esterni non hanno avuto bisogno della pubblicità di un blog di periferia. Solo per dire che mi fa piacere per loro, che tenaci come pochi non si sono fatti inghiottire dalla palude che può attanagliarti in provincia, né sono fuggiti. Anzi. Hanno inventato un festival della creazione contemporanea che oltre ad essere qualitativamente di primo livello ha riscosso un ottimo successo. Osare si può e a volte si riesce.

Nuovi arrivi


C'è la possibilità di rinnovare il guardaroba musicale in vista dell'autunno, il 13 ottobre esce S-low dei Marlene Kuntz. Da quello che hanno proposto il primo maggio a Roma penso meriti l'acquisto a scatola chiusa (sono i pezzi storici suonati con la stessa intensità a una velocità da quarantenni: struggenti).
Myspace.com

E' la privatizzazione del trasporto, bellezza

"After 20 years of decline under bus deregulation, there's a groundswell of opinion in the major regional cities that enough is enough".
Le condizioni delle strade delle città inglesi a venti anni dalla deregulation che ha aperto i trasporti pubblici ai privati. Il pezzo mostra perché anche per gestire traffico e trasporti servono cervelli, tecnica e pianificazione, quella buona.
Guardian.co

Una parola buona

L'altra sera mi è capitato di sintonizzarmi su non ricordo quale canale della Rai che stava trasmettendo la fiction su Giovanni Falcone. In un dialogo tra Massimo Dapporto-Giovanni Falcone ed Elena Sofia Ricci-Francesca Morvillo gli autori fanno dire all'attore che interpreta il giudice che è stata accolta la richiesta di trasferimento a Roma inoltrata dalla moglie e che "il ministro ci ha messo una parola buona". Non so quanto sarà stato contento Claudio Martelli, il ministro. Di Falcone, anche a volerlo, purtroppo non potremo mai sapere. Ma certo, buttare lì quella frasetta, anche se forse nell'economia della fiction serviva a evidenziare il buon rapporto tra giudice e ministro, non è stata un'ottima idea. A prescindere dal contesto e dalla validità delle persone da cui prende spunto questo post, il messaggio, più o meno, potrebbe essere inteso così: anche Falcone, monumento dell'integrità, ricorreva alla parolina buona del ministro. E allora giù a cascata, ognuno per ciò che può, cerchiamo le parole buone del presidente di regione, di quello della comunità montana, del sindaco, dell'assessore e dell'assistente dell'assessore. E poi, sempre più giù, sdraiamoci sul divano di un qualche potentino di turno che poi un posto in cui imbucarci si trova. Non è un pippone moralista. E' che parolina dopo parolina, a furia di imbucati che sorpassano i meritevoli, il buon funzionamento delle strutture rischia di diventare obiettivo secondario.

Chiatti

Wittgenstein condanna la canea sull'indulto a Chiatti. In parte ha ragione ma trascura alcuni aspetti della vicenda. Chiatti ha commesso due omicidi ai danni di bambini che scossero non poco l'opinione pubblica. Non solo. Ha detto lui stesso, Chiatti, cosa confermata da chi di queste cose se ne intende, che rimesso in libertà potrebbe compiere altre cose del genere. In un caso come questo si pone un problema: la giustizia non può avanzare come un treno in corsa e applicare le medesime norme ai casi più disparati con la stessa rigidità di un binario. A nessuno si augura una pena solo afflittiva, almeno per quanto mi riguarda. Ma è evidente che casi del genere necessitano di una cura particolare. Sostenere che l'indulto è cieco e valido erga omnes è una constatazione dello stato di cose, ma lasciarle così, le cose - in questo caso applicare lo sconto di pena a Chiatti così come a un "normale" condannato - aiuta ad assottigliare la fiducia già scarsa che fasce di popolazione nutrono nel sistema giustizia. La questione dei delitti e delle pene è ardua. Ma vale la pena che qualcuno ci si cimenti seriamente per evitare ulteriori corto circuiti tra sistema e opinione pubblica. E per evitare che chi rappresenta un serio pericolo sociale sia messo nelle condizioni migliori per non nuocere. L'orizzonte delle pene del resto, non può contemplare solo il carcere.
Wittgenstein

03 ottobre 2006

Vicini, troppo vicini

Prima l'accusa di vilipendio al tg2 per aver mandato in onda il rap di Prodi. Poi il meno tasse per tutti che ci fece già sognare. Il processo di assimilazione pare inesorabile.
Repubblica.it, Wittgenstein

Maniacale

Non vorrei apparire maniacale, ma siccome l'attacco alle due Torri ha sfigurato il mondo più di quanto non lo fosse già di suo, credo che la questione abbia una sua importanza. Ieri, e non l'avevo postata appunto per non apparire maniacale, era apparsa la risposta di Condoleeza Rice alle rivelazioni fatte da Woodward nel suo libro appena uscito "State of denial" secondo cui il direttore della Cia dei tempi, George Tenet, in un incontro del 10 luglio 2001 l'aveva avvertita di un pericolo grave e imminente di un attacco di Al Qaeda. "Non ricordo", aveva risposto l'altro giorno la Rice. A ventiquattr'ore di distanza da quella risposta leggo questa cosa qui. Di qua la ricostruzione in italiano della vicenda.
Ravennainforma.it, New York Times

02 ottobre 2006

Deep America

"Mr. Warner, a Pentecostal Christian, believes in miracles. He believes in speaking in tongues. He believes that abortion is taking a life and that gay marriage is an abomination. So he voted Republican".
Quando uno pensa agli Stati uniti la mente va a New York, Los Angeles e via metropolando. Mai, o quasi mai, al paese profondo, quello di chi vive nel bel mezzo di un continente dalle distanze elevatissime, vede e sospetta assai poco di cosa succeda nel resto del pianeta ma quando va a votare lo fa, in maniera del tutto indipendente dalla sua volontà, anche per gli altri che subiranno le conseguenze delle politiche della più grande potenza del pianeta. Ne ragionavo con un'amica qualche sera fa. Oggi mi è capitato di leggere questa cosa qui.
New York Times

01 ottobre 2006

Scontro di civiltà

I casi della vita
Macchianera

Reality show

Prova tv per scoprire il marito infedele
Ha usato la prova televisiva per sorprendere il marito infedele in fuorigioco con l'amante. Munita di telecamera, una moglie sospettosa (e a quanto pare tradita) ha fatto irruzione nel bel mezzo dell'incontro clandestino tra il proprio coniuge e l'amica. (...) La coppia clandestina si era data appuntamento in gran segreto. Ma la moglie tradita - dimostrando uno spiccato spirito investigativo - ha seguito la scia del marito. E per documentare il tradimento si è portata dietro persino la telecamera. (...)
Corriere di Arezzo, 30/09/06, pagina 11